|
|
Tatuaggio polinesiano
E' uno dei modi più forti di espressione della cultura polinesiana. La parola tatuaggio deriva dal tahitiano tatau (incidere la pelle con marchi indelebili),
che a sua trae origine dalla leggenda di Tohu, la divinità dei tatuaggi: la leggenda
racconta che Tohu dipinse di bellissimi colori e disegni tutti i pesci del mare, prima senza colori.
I navigatori europei del XVIII secolo riferirono di questa pratica, fino ad allora sconosciuta in Europa. Quando poi i missionari europei giunsero in Polinesia,
vietarono l'uso dei tatuaggi (e di molti altri elementi delle cultura tahitiana, come la danza).
Nell'antica civiltà polinesiana il tatuaggio aveva molti significati: era simbolo di appartenenza ad un gruppo o ad un clan, era un riconoscimento sociale, era inoltre
parte della cerimonia di iniziazione per il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Quindi la persona esibiva il proprio status sociale e l'evolversi della sua
vita aggiungendo tatuaggi al proprio corpo. Era inoltre parte del corteggiamento tra uomini e donne, e veniva utilizzato dai guerrieri per assumere aspetti spaventosi (come
sulle Isole Marchesi, dove i guerrieri si facevano tatuare larghe bande orizzontali in volto).
Le tecniche di realizzazione e i motivi utilizzati rispettavano regole ferree. Solo i maestri tatuatori membri di una corporazione potevano eseguire tatuaggi, dopo
aver superato un lungo apprendistato. Per tatuare venivano utilizzati pezzi di osso da cui si ricavavano pettini, che venivano immersi in pigmenti neri ricavati mischiando
acqua, fuliggine e pigmenti naturali. Il bastoncino con l'osso intinto di pigmento veniva battuto con un martelletto per mandare la sostanza sotto la pelle. I motivi usati
erano in prevalenza forme geometriche astratte e animali e vegetali stilizzati. Mentre le donne si tatuavano orecchi, ventre, polsi e caviglie, gli uomini si tatuavano
spalle, schiena, torace, polpacci e cosce.
Oggi in Polinesia ci sono solo meno di 30 tatuatori professionisti, con macchinari e aghi sterili. Esistono poi decine di tatuatori dilettanti che utilizzano rasoi elettrici
modificati per tatuare. Se decidete di tatuarvi, scegliete un professionista, dopo aver visto il book dei suoi lavori. La scelta del tatuaggio è una cosa particolare, perchè
impegna per tutta la vita. Se vi fate tatuare in Polinesia, cercate di scegliere motivi tradizionali, che spesso sono realizzati meglio di altri motivi non della zona e che
hanno un aspetto più autentico. Oltre alla bellezza estetica, considerate il valore simbolico, che il tatuatore vi potrà spiegare.
La seduta per realizzare il tatuaggio
La zona di pelle scelta per il tatuaggio viene pulita e disinfettata. Alcuni tatuatori lavorano subito a mano libera, mentre altri realizzano prima il motivo su carta e
poi lo riproducono sulla pelle con un calco. Prima si delneano i contorni, che poi saranno riempiti di inchiostro. Il dolore dipende dalla parte del corpo. Le parti più
sensibili sono quelle con la pelle più sottile, come l'interno del braccio o delle cosce, o quelle più vicine all'osso, come tibia e colonna vertebrale. Il dolore è
comunque sopportabile e si sconsiglia di prendere l'aspirina, che fluidifica il sangue. Una volta terminato il tatuaggio, bisonga spalmare sulla pelle una crema grassa per
diversi giorni. Si formerà una crosta per una o due settimane. Per questo periodo non bisogna esporre la zona tatuata al sole e all'acqua di mare.
|
|
|